le mie creature
Epifanie di un Clown racconta un viaggio epifanico in cui il protagonista è l'Uomo (Il Clown che soggiorna nei nostri sogni/desideri/incubi) e attraverso l'esplorazione dell'inferno terreno, la nostra realtà quotidiana, si ritrova a vagare nel vero inferno, quello del sommo Poeta. La silloge è suddivisa in tre atti distinti, i quali potrebbero anche essere tradotti in rappresentazione teatrale. Il filo conduttore sta nel viaggio e le liriche sono legate in principio come in fine da parole che riecheggiano.
L'opera ha ricevuto la Menzione d'Onore al Premio Montano di Verona 2021, una segnalazione di merito al Premio Internazionale Città di Latina 2022 e la segnalazione al Premio Speciale Del Giuria Ossi Di Seppia 2023 ( per la Poesia ''Cattedrali della Natura'').
Il giorno dei morti in Messico, a differenza di quanto accade nella nostra cultura, non è un giorno triste anzi è un’occasione gioiosa per ricordare chi non è più con noi. I Calaveras, ossia teschi di zucchero, abbelliti con colori accesi e decorazioni vistose, sono una parte fondamentale della festa ed è da questi che l’iconografia di quello che noi conosciamo come “Teschio messicano” ha origine.
In questo progetto artistico si è voluto prendere il supporto e la simbologia dei Calaveras messicani per intraprendere un viaggio di ricerca grafica, pittorica e infine poetica incontrando diversi mondi e riferimenti culturali, al di là del tempo e dello spazio. I teschi sono stati dipinti da Beatrice Perbellini che per ognuno ha pensato ad un nome proprio e un’identità riferite a specifiche ispirazioni che vanno dalla cultura pop, a quella artistica cercando di riportarle agli stilemi e agli elementi caratteristici dei Calaveras.
Dai dipinti è poi partito il poeta Michele Grigato che attraverso la sua sensibilità li ha interpretati, aggiungendo significato ad ogni teschio e trasformando le suggestioni pittoriche in parole.